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  1. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-centro_mondiale_commerciale_indegna_censura_canadese_cerca_di_fermare_la_verit/5871_23130/ Centro Mondiale Commerciale. Indegna censura canadese cerca di fermare la verità di Michele Metta Come già ben sanno i lettori che hanno seguito le precedenti puntate della mia inchiesta sul CentroMondiale Commerciale – la S.p.A. romana che, in realtà, nascondeva in sé una centrale occulta della CIA – , il CMC è costola della nordamericana Permindex. Permindex fondata da un canadese: Louis Bloomfield, il cui nome spunta anche all’interno delle esclusive carte del CMC in mio possesso. Bloomfield che, poco prima di morire, decide di affidare i propri documenti riguardanti la Permindex-CMC all’Archivio centrale del Canada. Una decisione meno insolita di quanto si potrebbe pensare: Edgardo Sogno, il golpista che pesantemente incrocia la propria esistenza con quella del CMC, deciderà ugualmente, prima di morire, di finalmente rivelare molti aspetti fino a quel momento celati e negati della propria attività eversiva; l’Agente della CIA Howard Hunt, anche lui farà altrettanto, confidando al proprio figlio, poco prima del proprio decesso, il coinvolgimento, appunto, della Central Intelligence Agency nell’assassinio di John Kennedy. L’incombere del proprio trapasso, porta alcuni a questo tipo di scelte. L’unico vincolo che Bloomfield aveva imposto, è che questo suo lascito fosse consultabile solo dopo venti anni dalla propria dipartita. Decisione lasciata nero su bianco, ed alla quale, però, trascorso appunto tale ventennio, fa opposizione la vedova di Bloomfield, chiedendo che il lascito maritale sia reso inaccessibile. È qui che – siamo nel 2004 – entra in campo un coraggioso ricercatore, chiamato Maurice Phillipps, il quale fa Causa, ottenendo un’importante vittoria: le carte di Bloomfield tornano ad essere consultabili. Con un ma. Magigantesco, perché il Tribunale che s’esprime sul ricorso fatto da Phillipps impone che le carte siano consultabili solo e soltanto man mano che queste divengano vecchie di almeno 50 anni. Perché? Per via di un clamoroso pretesto: all’interno di quelle carte, c’è anche della corrispondenza con Ernst Imfeld, un avvocato. È invocando il dovere della riservatezza nei rapporti tra avvocato e proprio cliente che il Tribunale emette la sua decisione. Decisione ch’è un triplo insulto: alla realtà, all’intelligenza, al Diritto. Infatti, Imfeld non è in nessun modo l’avvocato di Bloomfield, ma un suo socio in affari. Ma c’è di più: per via di questa presenza, il Tribunale impone che tale consultabilità dopo 50 anni sia applicata non unicamente ai documenti davvero riguardanti Imfeld, ma a tutti i documenti lasciati in eredità da Bloomfield all’Archivio del Canada. A questo già difficile quadro, si aggiunge però, oggi, una pesante ed inaccettabile novità, che mi giunge attraverso un altro coraggioso ricercatore: John Kowalski. Kowalski mi ha contattato con estrema urgenza, per pregarmi di denunciare attraverso L’Antidiplomatico che, tornato presso tali Archivi per avere accesso ai documenti che nel 2018 hanno maturato il famoso cinquantennio d’anzianità, si è visto opporre rifiuto. In sostanza, gli Archivi gli hanno fatto sapere che non consegneranno più nessuna carta di Bloomfield. Decisione scandalosa, gravissima, e che, soprattutto, sopraggiunge proprio, guarda caso, nel momento in cui tra me e Kowalski, grazie all’incrocio che stavamo sviluppando, mutuamente, tra le sue ricerche e le mie, stava sul CMCsorgendo una assai proficua collaborazione. E faccio subito e volentieri alcuni esempi. Avevo avuto modo, nei miei scorsi articoli sul tema pubblicati da L’Antidiplomatico, di evidenziare una manovra svolta dal CMC per mettere sotto il proprio controllo gangli importanti della nostra Repubblica. Mi riferisco, cioè, a quella operazione di corruzione capitanata dal membro del CentroMondiale Commerciale chiamato Georges Mantello, e che coinvolse personalità quali: Giovanni De Lorenzo, golpista, piduista, e potentissimo capo dei nostri Servizi; Giuseppe Pighini, un ammiraglio già militare di punta della Marina sotto il fascismo e militare di punta della NATO poi, tanto da essere messo a capo del ComNavSouth, il Comando delle Forze navali del Sud Europa, ed il quale risulta complice di attività eversive sia a fianco del piduista Sindona che del piduista Sogno; Gaetano Piccolella, allora questore di Roma, e quindi, dal 1995 al 1997, vicecapo nazionale della Polizia poi inciampato in un’inchiesta, battezzata Phoney Money, nella quale troviamo anche il nome del Pier Francesco Pacini Battaglia legato alle indagini sulla Strage di Ustica. Questo, per via di una Società del Pacini: la Mediterranean, andata a fare strane prospezioni geologiche all’indomani dell’abbattimento dell’aereo Itavia, e proprio nel tratto di mare in cui tale aereo era precipitato. Mediterranean avente per notaio lo stesso identico notaio del Centro Mondiale Commerciale. Ebbene: Mantello aveva condotto tale operazione tramite il ricorso ad un’altra Società ancora, battezzata Marina Reale. Quel che il bravo Kowalski era riuscito a trovare negli Archivi del Canada prima che gli Archivi, misteriosamente, gli comunicassero che gli serravano la porta in faccia, è un documento, scritto da Bloomfield e, nel luglio del 1961, inviato a Tibor Rosenbaum. Documento che elenca i possessori di Marina Reale. Questi sono: Georges Mantello, con il 25% delle quote; Enrico Mantello e Tim Pales, detentori di un altro 25%; Dov Biegun, 10%; Joseph Slifka, 15%; Bloomfield, 10%; Max e Moe Pascal, 7.5%; Nate Dolin, 7.5%. È un dato clamoroso sotto più d’un aspetto. Innanzitutto, infatti, confrontato con le carte del CMC in mio possesso, smaschera per intero MarinaReale come struttura di comodo del Centro Mondiale Commerciale: Biegun, Georges ed Enrico Mantello, che, tra loro, sono padre e figlio, Slifka, Bloomfield, tutti appartengono al CMC. Quanto a Max e Moe Pascal, sono parenti di Bloomfield. Già. L’aspetto successivo è che, se allarghiamo l’orizzonte ad un altro dei Pascal, e cioè Harry Pascal, nipote di Luis Bloomfield, vediamo la sua presenza nella BCCI, Istituto di credito dedito a tal punto al lavaggio di denaro sporco delle peggiori provenienze da essere d’autorità chiuso nel 1991. Bene: è interessantissimo notare che, ad essere ancor più precisi, il documento di Bloomfield reperito da Kowalski è indirizzato a Tibor Rosenbaum direttamente presso la sede dell’International Crèdit Bank di Ginevra, di cui Rosenbaum è a capo. ICB la quale può essere considerata progenitrice della BCCI. Non solo: quando ho approfondito le mie ricerche, ho scoperto che, come evidenziato dal saggista Naylor nel suo molto apprezzato Hotmoney and the politics of debt, l’ICB era un tutt’uno con il Mossad, la massima agenzia d’Intelligence israeliana; talmente un tutt’uno «da potersi ad un certo punto stimare che il 90% dell’acquisto di armi all’estero da parte del Dipartimento della Difesa israeliano passasse attraverso questa [banca]». Siamo all’agghiacciante riprova del ruolo forte del Mossad all’interno del CMC già dimostrato dalla mia rivelazione, in esclusiva mondiale a L’Antidiplomatico, della presenza, nella cabina di comando del Centro Mondiale Commerciale, di Gershon Peres, fratello del Presidente di Israele Shimon Peres. Non basta: come avevo già avuto modo di rivelare, il Biegun contitolare dei capitali di Marina Reale è personaggio ugualmente legatissimo alle politiche di Destra israeliane. Mettendo assieme tutti i pezzi, significa che Bloomfield, attraverso quel documento reperito presso gli Archivi del Canada da parte di Kowalski, stava facendo rapporto al Mossad del procedere dell’opera di corruzione di personaggi di vitale importanza dello Stato italiano. Un altro cocente esempio di quanta sinergia nasca dall’incrociare il mio lavoro investigativo con quanto Kowalski stava scoprendo in Canada, è offerto da una lettera recante proprio intestazione Marina Reale ed inviata ad Hans Seligman, socio – rivelano le mie carte – del CMC. Lettera del gennaio del 1961, e che comunicava che sfere di potere molto in alto erano in grado di iniettare liquidi nel CMC per l’equivalente di 200 milioni di Lire di quegli anni: una cifra colossale. Ma non è finita: sì, perché Kowalski ha reperito pure un documento riguardante la Trans IsraelPipeline, oleodotto tuttora di grandissima importanza che va da Eilat, porto israeliano sul Mar Rosso, ad Ashkelon, porto israeliano sul Mediterraneo. È una ulteriore lettera di Bloomfield, e tale oleodotto, allora non ancora realizzato, è oggetto di conversazione con un avvocato: Graham Mattison, della Dominick & Dominick. Bloomfield punta a convincere Mattison a prendere parte a tale progetto. Quel che, più di tutto, colpisce, è il modo con il quale Bloomfield si rapporta con Mattison. È con il linguaggio di chi snocciola da vero intenditore temi di geopolitica globale, indicando che, con tale oleodotto, si sta cercando sia di mettere fuorigioco gli appetiti sovietici sia di creare un’asse petrolifera forte che fonda assieme Stati Uniti ed Israele. Bloomfield mostra anche dimestichezza, confidenza estreme con il Dipartimento di Stato. Tutte indicazioni robuste che Louis Bloomfield debba necessariamente appartenere ad ambiti dell’Intelligence statunitense, perché solo così si spiega la sua conoscenza dettagliatissima di manovre USA segretissime e delicatissime. Ma l’ultimo ingrediente che voglio segnalare di tale lettera, è che si affaccia in essa un colloquio tra Mattison ed un certo Dulles. Deve trattarsi – tutto il contesto, più che indicarlo, lo grida – di Allen Dulles, direttore della CIA, fratello di Foster Dulles, e nemico acerrimo di JFK. Lo evidenzio anche perché i miei studi, grazie alle mie carte del CMC, hanno determinato lampantemente quanto presente fossero, all’interno del Centro Mondiale Commerciale, sia Foster che Allen Dulles. Ma grida che quel Dulles è proprio Allen Dulles anche un altro dato: una serie di documenti, che ho reperito presso la Biblioteca della PrincetonUniversity. Riguardano, appunto, Allen Dulles, e l’offerta di collaborazione in attività di Intelligencead Allen Dulles giunta da parte dell’ungherese Tihame?r de Fabinyi. Offerta respinta da Dulles con grande nettezza. Cosa succede mai – rivelano sempre i documenti presso la Princeton University – a quel punto? Si cerca di far cambiare idea ad Allen Dulles ricorrendo proprio all’intervento del Mattison destinatario della lettera di Bloomfield circa l’oleodotto. Mattison esplicitamente indicato come amico di Allen Dulles. È, la lettura di questi documenti custoditi presso la prestigiosissima Università statunitense, tassello che suona conferma ad una assai preziosa intuizione giunta da parte di Jim DiEugenio, tra i massimi esperti mondiali sull’assassinio di JFK. Nell’elogiare gli studi miei e di Kowalski, DiEugenio, infatti, diceva di notare elementi tali per cui ci si trova a pensare che il CMCfosse una sorta di livello superiore alla stessa CIA. Che Mattison potesse essere preso in considerazione come persona in grado di modificare la decisione presa tanto nettamente da Allen Dulles, spinge, in effetti, in questa direzione. Anche perché, sempre presso la Princeton University, esiste un altro documento riguardante Mattison. Documento che dimostra come lui fosse già intimo, negli anni Quaranta del secolo scorso, di Hoyt Vandenberg, un militare ai vertici dello spionaggio USA prima della creazione della CIA. Clicca qui per la lettura degli altri documenti Potrei aggiungere molto altro, ma mi fermo qui, perché già certamente è evidente, in chi mi legge, quanto importante assolutamente sia il poter continuare ad attingere agli Archivi del Canada, e quanto assurdo e pericoloso sia, altrettanto, questo voltafaccia di tali Archivi che, in spregio ad una Sentenza di Tribunale e alla volontà di Bloomfield, chiudono totalmente i rubinetti su quanto, appunto da Bloomfield, è stato loro lasciato. Colpisce, come ho già detto, che ciò avvenga proprio sul nascere d’una collaborazione tra me ed il valente ricercatore Kowalski. Pare proprio che qualcuno, al superattico del Potere, stia avendo paura, ed anche tanta.
  2. In a new article, the Italian journalist Michele Metta shows CIA documents exist strongly connecting, from day one, Clay Shaw's Centro Mondiale Commerciale, the Italian branch of Permindex, to the Israeli Intelligence http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-centro_mondiale_commerciale_nuovi_dirompenti_documenti_cia_confermano_i_legami_tra_cmc_e_israele/82_23303/
  3. https://kennedysandking.com/news-items/michele-metta-interviews-jim-dieugenio-on-jfk-the-cia-shaw-and-italy Michele Metta is an Italian journalist whose recent discovery of documents concerning Centro Mondiale Commerciale-Permindex has resulted in a number of groundbreaking essays on the interconnections between Italian fascists, US and Italian politicians, and the intelligence communities. MM: Hi, Jim. First, let me say I am honored to interview one of the best experts in the world on the plot that killed JFK. Welcome. An introductory question, just to break the ice: your name suggests Italian roots. Is that so? JD: Yes, both my parents were Italian. MM: Where does your passion towards that fundamental watershed of history, John Kennedy’s assassination, come from? JD: One day, many years after it was published, I picked up the Playboy interview with Jim Garrison. I was really puzzled because the guy seemed to make so much sense to me, much more sensible than the Warren Commission. So it seemed to me that he had been unfairly attacked by the media. So that posed the question as to why he had been attacked. Which meant that the mainstream media was not interested in getting to the bottom of the JFK case. And that has been verified by the new document releases that came out this year. Unfortunately we had to wait fifty years for those documents. MM: You are author of several astonishing books that I strongly recommend to everyone. One of them, Destiny Betrayed, highlights the greatness of Jim Garrison. Would you please explain it to our readers? JD: In the second edition of Destiny Betrayed, we see two things at work. First, how a very small bit of information, the address of Guy Banister on a pamphlet Oswald was handing out in New Orleans, mushroomed into the first real investigation into the Kennedy assassination, three years after JFK was murdered. In other words, the peeling back of Oswald’s true role as an undercover intelligence agent began to rearrange the circumstances of the crime. Second, the massive force used by the CIA, the FBI and the mass media to smear and to squelch Garrison’s investigation was unprecedented on a domestic level at that time. It’s usually the kind of campaign the CIA would use abroad to attack a designated political opponent. That is how seriously they took Garrison as a threat. MM: Why did JFK have to die? JD: In my opinion, this is not just a matter of any one policy issue. Some people say it was over Cuba, some over Vietnam. Kennedy was breaking with the status quo over several issues, both domestically and in foreign policy. And he did it pretty quickly. For example, he changed Eisenhower’s Congo policy within a matter of days after being inaugurated. In Indonesia, he decided to back Sukarno, when the CIA had previously tried to overthrow him. Domestically, he wanted to open up more state banks as opposed to Federal Reserve branches to make it easier to borrow money, and, unlike Eisenhower and Nixon, he really was going to move ahead on civil rights, through his brother Bobby Kennedy. In retrospect, it’s really kind of remarkable how much he did in less than three years to further the liberal ideal of progressive change. And by 1963, the Powers That Be said, “Enough is enough.” MM: What are the biggest bombshells you reveal in your excellent books? JD: In the second edition of Destiny Betrayed, I think it’s the fact that Allen Dulles went to see former president Harry Truman in April of 1964, while Dulles was sitting on the Warren Commission. Truman had written an editorial for the Washington Post, which was published about one month after Kennedy’s death. But he started it about 8 days after the assassination. He said the CIA had gotten out of control and he never foresaw such a thing when he signed the National Security Act. Dulles wanted him to retract that editorial. Truman would not. But as Dulles left, he said words to the effect that Kennedy had not really chastised the CIA for usurping his policy in Vietnam. Meaning, Dulles thought that this is why Truman had written the editorial!Which is a remarkable admission, because no one at that time thought the JFK murder was over the Vietnam issue. The other aspect was the number of infiltrators the CIA sent to obstruct Garrison’s investigation, and the lengths they went to in their surveillance and in misleading him. One of them, Gordon Novel, was hired by Allen Dulles himself to bug Garrison’s office. MM: You do more than write books. You are also the soul of other projects. For example: websites. Do you want to talk a bit about this? JD: Me and a friend of mine, Al Rossi, maintain the website kennedysandking. com, and I think it’s a good site with news and stories and visual essays about the assassinations of the Sixties: both Kennedys, Martin Luther King and Malcolm X. The Internet is one of the last bastions of freedom of speech in America. And I think it’s important to take advantage of it while it lasts. Because, with very rare exceptions, the mainstream media does not cover these cases to any serious degree. But yet, they are central to history in my view. Things would have been quite different if those four men had lived. MM: Are you satisfied or disappointed with the very recent release of documents about John Kennedy? JD: I am not satisfied with the way it was done. I do not think President Trump should have yielded to pressure brought upon him at the last minute by the CIA and FBI to thwart the actual letter of the law. This has allowed literally thousands of pages of documents to be released in redacted form, or even with whole pages blanked out. This battle will now have to probably be waged in court because Trump gave in. MM: As you know, I uncovered the CMC documents. Centro Mondiale Commerciale was the Italian branch of Permindex. On the CMC Board of Directors there was Clay Shaw. Thanks to those exclusive documents, I demonstrated the importance of so many Italian characters for a real understanding of what’s behind November 22, 1963. However, to my surprise, on this I met with the hostility of some US researchers. Fortunately, there are excellent exceptions: one is Oliver Stone, who has openly praised my findings. Another excellent exception is you. After taking this opportunity to warmly thank you both, I also want to ask you please to explain the risks of an examination of the JFK Assassination too confined to the US side. JD: I think it constricts the picture. Because what Kennedy was doing was not limited to just the USA. Therefore, his murder had an impact that was worldwide. And the people who were opposed to him were very aware of the things he was doing in his foreign policy. In regards to that shadowy entity called the CMC, the revelations about it are still coming out today, through people like you. And as far as Italy goes, in David Talbot’s book, The Devil’s Chessboard, he shows how Kennedy was pushing for a policy to pull the socialists into the mainstream of Italian politics. A policy opposed by William Harvey, a CIA officer stationed in Italy, and also the publishing family the Luces. In my opinion, after Kennedy’s death, that policy was countered by the “strategy of tension” that began to terrorize Italy. See, it always puzzled me that Clay Shaw said he was a Wilson-FDR-JFK liberal. If so, why did he have the name and address of a member of the Borghese family in his address book?And why was he a part of this Permindex association with so many wealthy, and rightwing, worldwide members in it? Because, as the new documents reveal, Clay Shaw lied on the stand when he said he was not associated with the CIA. He was a highly compensated contract agent, and his role with the CMC was a part of that, according to FBI agent Regis Kennedy. But further, the CIA we now know did all they could to cover up this part of his life, including destroying documents about him that would show how useful he was to them. In my opinion, his association with Permindex in Italy was the key to opening the door on Shaw.
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